Riforma Forense: Avvocati “asfaltati” dalla crisi? Stato d’attuazione della Legge 31 dicembre 2012 , n. 247 (G.U. venerdì 18 gennaio 2013, n.15 ) Nuova disciplina dell’Ordinamento della professione forense

Pubblicato da Andrea Pontecorvo il 08/01/2014

Riforma Forense?

Facile a scriversi, meno ad attuarsi: o ritroviamo, come categoria, un ruolo attivo nel tessuto economico della Nazione, o ci facciamo asfaltare definitivamente dalla crisi e da una macchina giudiziaria che non funziona (e di cui gran parte dell’opinione pubblica -ma non solo questa- ci considera corresponsabili*). Si legge ovunque.
 Bari 2012 2
Al Congresso Nazionale Forense di Bari (novembre 2012), in qualità di Delegati, ci siamo presi (la stragrande maggioranza dei delegati, io sicuramente) la responsabilità di agevolare quanto più possibile la nuova -allora emananda- Legge ProfessionaleLe perplessità erano e sono molteplici (troppe deleghe!), ma la situazione politica e sociale del momento imposero un “si”.
La vecchia disciplina mostrava il segno della veneranda età e non resisteva ulteriormente agli attacchi dei numerosi decreti legislativi , ministeriali e altri, che di continuo ne minavano il fondamento, finanche costituzionale.
Ad un anno di distanza dall’entrata in vigore cosa è accaduto?
Solo 4 regolamenti sono stati emanati dal CNF: quello sulle Associazioni specialistiche maggiormente rappresentative, quello sullo Sportello per il cittadino, quello sulla riscossione dei contributi e quello sulla Istituzione e funzionamento dell’Osservatorio permanente sull’esercizio della giurisdizione (entrato in vigore il 3 gennaio 2014).
Mettendo in fila tutto ciò che NON E’ ACCADUTO:
1) il Governo avrebbe dovuto emanare il DLGS sulle società tra avvocati;
2) del pari, niente DLGS sulle difese d’ufficio e niente testo unico di revisione dell’intera normativa forense;
3) il nuovo CODICE DEONTOLOGICO forse vedrà la luce entro questo mese (CNF);
4) di là da venire i REGOLAMENTI MINISTERIALI sulle specializzazioni , sui compensi (anche se qualcosa si muove… in quale direzione lascio a voi stabilire), sul tirocinio dei praticanti, sui corsi di formazione per l’accesso alla professione e le modalità di svolgimento dell’esame di stato.
Dobbiamo ancora attendere per capire qualcosa sulla pubblicità forense ed anche sui procedimenti disciplinari, sull’esercizio aggregato della professione forense, sull’assunzione di incarichi giudiziari, sull’assistenza stragiudiziale, ecc.
L’analisi di cui sopra sarà certamente bollata come superficiale ed incompleta da molti.
Non v’è dubbio.
Ma anche questo è certo: ché a parte le molte ed evidenti responsabilità politiche a livello nazionale, noi -come Categoria e necessariamente i nostri vertici rappresentativi- non ce la possiamo cavare con un semplice “colpa loro”!
Diamoci una mossa e mettiamo la Riforma Forense al primo posto tra gli adempimenti, anche, della nostra personale agenda, informandoci e pungolando in ogni modo che ci rappresenta.
Andrea Pontecorvo
* Da Leggere: http://www.ilgiornale.it/news/interni/giustizia-avvocati-civilisti-bocciano-piano-governo-980966.html